venerdì 14 ottobre 2016

STEP 04 - I COLORI NEL MITO

Nella nostra società spesso i colori sono dettati dalle mode, non hanno più il significato sacro e rituale che possiamo ritrovare nei miti e nelle leggende delle popolazioni.

Gli antichi Egizi consideravano il colore di un oggetto parte integrante della sua natura o del suo essere, in quanto ne caratterizzava l’aspetto esteriore, l’essenza e il carattere. Il giallo aveva le caratteristiche dell’immortalità, dell’eternità e dell’indistruttibilità. I pittori Egizi per far vivere il faraone per sempre,una volta diventato il nuovo Osiride dopo la morte, lo rappresentavano col colore oro insieme alle altre divinità, mentre i comuni mortali erano colorati di rosso.

Nella cultura Latina il giallo, con le proprie tonalità, presenta notevoli significati: è il colore del sole, della luce, della vita, completamente opposto al nero, simbolo del buio, del male e delle tenebre. Torna alla mente il mito di Orfeo ed Euridice (qui), in cui il poeta, dopo esser riuscito a convincere gli dei a restituirgli la propria amata, cerca di riportarla in superficie. Uscendo dalle tenebre degli Inferi inizia a vedere in lontananza uno spiraglio di luce, che aumenta sempre di più, lasciando dietro di sé il buio più totale. La luce davanti ai suoi occhi lo riempie troppo di gioia, tanto che non resiste alla tentazione di voltarsi per vedere la propria amata, che all’istante viene risucchiata dalle tenebre. Il poeta, tornato in superficie solo, smette di suonare la sua lira e prende in odio tutte le donne. Le Menadi per questo lo fanno a pezzi e buttano la sua testa mozzata in mare. La corrente la trascina sulla spiaggia (altro riferimento al colore) dell’isola di Lesbo, l’isola dei poeti.

Il giallo sabbia viene ritrovato nelle leggende arabe: è famoso il mito della creazione dei deserti (qui). Dio aveva donato agli uomini la terra, ricca di pascoli e frutteti in cui questi vivevano in pace e serenità. Aveva detto loro che per ogni discordia avrebbe depositato un granello di sabbia sopra le verdi pianure. Gli uomini nella loro ingenuità tuttavia iniziarono prima a litigare e poi a fare guerre tra di loro, tanto che in breve tempo sconfinati deserti gialli e aridi, coperti di sabbia e rocce, presero il posto delle pianure verdi e fertili.

Nella tradizione Buddista, invece, pietre di innumerevoli colori vengono tritate e trasformate in sabbia al fine di creare il Mandala, una forma d’arte che, secondo la cultura orientale, sarebbe in grado di reprimere la sofferenza di tutti gli esseri viventi. I colori usati principalmente sono il giallo, il bianco, il blu, il rosso e il verde. Ognuno di questi ha la capacità di rendere i difetti umani capacità positive. Il giallo in particolare, personificato dal Buddha Ratnasambhava è in grado di trasformare l’orgoglio in saggezza di identità (il giallo è infatti il simbolo dell’umiltà). È il colore della terra, simbolo del radicamento e della serenità. È la tonalità più importante ed è utilizzata nella colorazione della tonaca dei monaci.



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