Nella nostra società spesso i colori sono dettati dalle mode, non hanno più il significato sacro e rituale che possiamo ritrovare nei miti e
nelle leggende delle popolazioni.
Gli antichi Egizi consideravano il colore di
un oggetto parte integrante della sua natura o del suo essere, in quanto ne
caratterizzava l’aspetto esteriore, l’essenza e il carattere. Il giallo aveva
le caratteristiche dell’immortalità, dell’eternità e dell’indistruttibilità. I
pittori Egizi per far vivere il faraone per sempre,una volta diventato il nuovo Osiride dopo la
morte, lo rappresentavano col colore oro insieme alle altre
divinità, mentre i comuni mortali erano colorati di rosso.
Nella cultura
Latina il giallo, con le proprie tonalità, presenta notevoli significati: è il
colore del sole, della luce, della vita, completamente opposto al nero, simbolo
del buio, del male e delle tenebre. Torna alla mente il mito di Orfeo ed Euridice
(qui), in cui il poeta, dopo esser riuscito a convincere gli dei a restituirgli
la propria amata, cerca di riportarla in superficie. Uscendo dalle tenebre degli Inferi
inizia a vedere in lontananza uno spiraglio di luce, che aumenta sempre di più,
lasciando dietro di sé il buio più totale. La luce davanti ai suoi occhi lo
riempie troppo di gioia, tanto che non resiste alla tentazione di voltarsi per
vedere la propria amata, che all’istante viene risucchiata dalle tenebre. Il poeta,
tornato in superficie solo, smette di suonare la sua lira e prende in odio
tutte le donne. Le Menadi per questo lo fanno a pezzi e buttano la sua testa
mozzata in mare. La corrente la trascina sulla spiaggia (altro riferimento al
colore) dell’isola di Lesbo, l’isola dei poeti.
Gli antichi Egizi consideravano il colore di
un oggetto parte integrante della sua natura o del suo essere, in quanto ne
caratterizzava l’aspetto esteriore, l’essenza e il carattere. Il giallo aveva
le caratteristiche dell’immortalità, dell’eternità e dell’indistruttibilità. I
pittori Egizi per far vivere il faraone per sempre,una volta diventato il nuovo Osiride dopo la
morte, lo rappresentavano col colore oro insieme alle altre
divinità, mentre i comuni mortali erano colorati di rosso.
Nella cultura
Latina il giallo, con le proprie tonalità, presenta notevoli significati: è il
colore del sole, della luce, della vita, completamente opposto al nero, simbolo
del buio, del male e delle tenebre. Torna alla mente il mito di Orfeo ed Euridice
(qui), in cui il poeta, dopo esser riuscito a convincere gli dei a restituirgli
la propria amata, cerca di riportarla in superficie. Uscendo dalle tenebre degli Inferi
inizia a vedere in lontananza uno spiraglio di luce, che aumenta sempre di più,
lasciando dietro di sé il buio più totale. La luce davanti ai suoi occhi lo
riempie troppo di gioia, tanto che non resiste alla tentazione di voltarsi per
vedere la propria amata, che all’istante viene risucchiata dalle tenebre. Il poeta,
tornato in superficie solo, smette di suonare la sua lira e prende in odio
tutte le donne. Le Menadi per questo lo fanno a pezzi e buttano la sua testa
mozzata in mare. La corrente la trascina sulla spiaggia (altro riferimento al
colore) dell’isola di Lesbo, l’isola dei poeti.
Il giallo
sabbia viene ritrovato nelle leggende arabe: è famoso il mito della creazione
dei deserti (qui). Dio aveva donato agli uomini la terra, ricca di pascoli e
frutteti in cui questi vivevano in pace e serenità. Aveva detto loro che per ogni
discordia avrebbe depositato un granello di sabbia sopra le verdi pianure. Gli uomini
nella loro ingenuità tuttavia iniziarono prima a litigare e poi a fare guerre
tra di loro, tanto che in breve tempo sconfinati deserti gialli e aridi,
coperti di sabbia e rocce, presero il posto delle pianure verdi e fertili.
Nella tradizione Buddista, invece, pietre di innumerevoli
colori vengono tritate e trasformate in sabbia al fine di creare il Mandala,
una forma d’arte che, secondo la cultura orientale, sarebbe in grado di reprimere
la sofferenza di tutti gli esseri viventi. I colori usati principalmente sono
il giallo, il bianco, il blu, il rosso e il verde. Ognuno di questi ha la
capacità di rendere i difetti umani capacità positive. Il giallo in
particolare, personificato dal Buddha Ratnasambhava è in grado di trasformare l’orgoglio
in saggezza di identità (il giallo è infatti il simbolo dell’umiltà). È il colore
della terra, simbolo del radicamento e della serenità. È la tonalità più
importante ed è utilizzata nella colorazione della tonaca dei monaci.

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